Nel 1967, in una palestra di quartiere alla Balduina, due persone ebbero un'intuizione semplice: il corpo non si allena soltanto, si racconta. Alberto e Renata Mezzetti la chiamarono Centro Cultura Fisica — ma fin dal primo giorno, dietro quella sigla c'era già un'idea più grande di una semplice palestra.
Da allora, ogni gesto ripetuto, ogni capriola imparata, ogni gara vinta ha aggiunto un significato a quelle tre lettere. Oggi CCF non sta più soltanto per ginnastica: sta per Corporeità, Cultura, Formazione — parole che raccontano cinquantasette anni di persone, prima ancora che di allenamenti.
Abbiamo visto bambini di tre anni fare i primi salti su un tappeto — e li abbiamo rivisti, anni dopo, portare i loro figli sullo stesso tappeto. Abbiamo accompagnato una nostra ginnasta fino alle Olimpiadi di Sydney, e un'altra a vestire la maglia di Campionessa d'Europa.
Ma soprattutto abbiamo imparato che il movimento non ha un'unica età. C'è il gioco di chi ha tre anni e scopre il proprio corpo per la prima volta. C'è la grinta di chi ne ha tredici e si misura con una gara. C'è la forza tranquilla di chi è adulto e si ritaglia un'ora per sé. E c'è l'eleganza leggera di chi, dopo tanti anni, continua a muoversi — perché qui il movimento non va mai in pensione.
La storia non si è fermata nel 1967. Continua ogni volta che qualcuno, per la prima volta, varca la nostra porta.